Tempi
a
Confronto
21 Febbraio - 5 Marzo 2004
Museo Civico "U.
Mastroianni"
Marino (RM)
P.zza Matteotti 13
Non
ci
sono,
propriamente
parlando
tre
tempi,
il
passato,
il
presente
e
il
futuro
ma
soltanto
tre
presenti:
il
presente
del
passato,
il
presente
del
presente
e
il
presente
del
futuro.
AGOSTINO
"Confessioni"
XI,
20.1
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La
Mostra
sarà inaugurata il
21 Febbraio 2004
nei prestigiosi locali del
Museo Civico "U. Mastroianni"
del
Comune di Marino (RM)
con
le
opere di
Franco
Crocco
Claudio
Del
Duca
Manlio
Della
Serra
Clara
Fornari
Mario
Franceschini
Clara
Giovanetti
Patrizia
Iannone
L'inaugurazione dell'evento è prevista per le
ore
17.00: ad una breve introduzione di M. Della Serra, seguiranno gli interventi di G. Salmeri, G. Patella, R. Terrosi che, fornendo idonee chiavi di lettura, esporranno differenti prospettive di elaborazione del tema proposto.
Programma:
ore
17.00:
M.
Della
Serra,
"Tempi
a
Confronto,
l'impresa"
ore
17.30:
Prof.
G.
Salmeri,
"I
due
tempi
dell'Uomo"
ore
17.00:
Prof.
G.
Patella,
"Tempo
dell'Arte,
Tempo
di
Festa"
ore
17.00:
Prof.
R.
Terrosi,
"Arte,
temporalità,
storia"
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Gli artisti partecipanti
presentano alcune opere della loro produzione per focalizzare il problema del Tempo e riassumerlo in maniera diretta, attraverso chiari riferimenti visivi che
offrono allo spettatore possibilità immediate di comprensione e studio. Il confronto
si
sviluppa tra gli artisti partecipanti, le relative forme espressive ed alcuni frammenti delle più note opere
filosofico-scientifiche. Lo spettatore
può
servirsi di un'ampia scelta di soluzioni provvisorie tanto da comprendere l'evidente difficoltà esegetica del tema proposto; l'occasione concreta per un dibattito ancora attuale nel 2004.
Chiunque volesse ricevere il catalogo di "Tempi a Confronto" può contattare il
coordinatore.
Il materiale (presentazione multimediale, riprese della mostra, ecc.) verrà spedito prima possibile.
orari: feriali 16.00- 19.00
festivi 10.00- 12.00
Ingresso
libero
info:
E-mail:
Dellaserra@hotmail.com
Tel.
:
3384991441
Altre
informazioni
all'indirizzo
http://www.artefatta.org/link4_artefatta.html
L'impresa
Proviamo a riconoscere nell'Uomo e nel Destino due termini discordi che vivono la presenza
per assorbire il gioco dell'interiorità e i movimenti incessanti delle cose. Due realtà accomunate da
un moto continuo, principio certo della loro inevitabile scissione: soltanto al cospetto del Tempo,
quasi all'istante, è recuperata l'affinità originaria. Ai nostri occhi si ripresenta quel contatto che
rimase, a lungo, sotterraneo. Trascuriamo la delusione d'impatto per salire il gradino più alto, quello
dell'osservazione disinteressata. Troppo dispendioso cogliere il concetto, tentare una ricostruzione
attendibile dei modi e della sua centralità: è imposto il limite della ricezione passiva, circostanza di
comodo sorretta sempre da qualche abbaglio, mai dall'intero. Un notevole senso d'impotenza ci
atterrisce a distanza, incombe su chi troppo vuole osare: la minaccia del fallimento, il buio
schiacciante della prigionia. Riconoscendo nel Tempo un riferimento insolito e sfuggevole, abbiamo
confidato nel dialogo e nel confronto per scampare al disagio della ricerca
individuale, preda di
facili emozioni ed inutili traguardi.
Al solito l'Arte dispiega le forme a sua discrezione, trascina lo spettatore privo d'occhio vigile,
forte dell'immediatezza comunicativa, di una componente persino magnetica, pronta ad impegnare
l'ingegno senza alcun preavviso. Quando le
immagini di "Tempi a confronto" ristagnano
nell'occhio, marchiano a fuoco la superficie del soggetto imprimendole una carica dilatata, estesa
oltre la sensazione, attenta ad un risultato più confortevole: le cariche presenti nei poli dissociati
confermano il collegamento e dissolvono la repulsione originaria. Per questo, anche in assenza del
riferimento visivo permangono le tracce riconoscibili della ricerca ormai avviata, chiare impronte
che affondano nell'interiorità.
Il nostro confronto si dispiega attraverso le rotte parallele dell'arte e della filosofia: soltanto
quando l'interpretazione muta in rapporto, può adagiarsi sui contorni dell'immagine raffigurata. Le
soluzioni convergono nella fossa comune per abbandonarsi al riposo. L'uomo tende la mano per
afferrare un pensiero che, per sua natura, tenta la fuga: il desiderio di novità è distante anni luce dal
nostro operato. Mentre siamo spinti alla supposizione, sentiamo alle spalle una folla che,
impaziente, attende l'esito di una vicenda scomposta; tutti sono obbligati da limiti invalicabili,
anche il vecchio Ulisse: siamo pionieri in un mondo già noto, inabili alle scoperte affrettate.
Senza giudicare Agostino o Kant, tracciamo una linea discontinua che recuperi un problema,
non la sua definitiva soluzione: per noi, un ottimo inizio.
Manlio Della Serra
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