Le
Pleiadi,
conosciute
anche
con
il
nome
di
'Sette
Sorelle'
oppure
di
'Gallinelle'
sono
note
fin
dall'antichità;
infatti
le
cita
Omero
nell'Odissea
e
ne
parla
la
Bibbia
nel
libro
di
Giobbe.
I
loro
nomi,
introdotti
dal
poeta
greco
Arato
vissuto
nel
terzo
secolo
a.C.,
sono
Alcione
(la
più
luminosa),
Maia,
Merope,
Elettra,
Taigete,
Asterope,
Celeno
e
corrispondono
alle
sette
mitiche
figlie
di
Atlante.
Nel
XVI
secolo
sono
stati
aggiunti
i
nomi
dello
stesso
Atlante
e
di
sua
moglie
Pleione.
Secondo
un
mito
raccontato
da
Igino
(I
secolo
d.C.)
un
giorno
Pleione
e
le
figlie,
mentre
stavano
attraversando
la
Beozia,
furono
aggredite
dal
gigante
Orione
che
voleva
possederle
oppure,
secondo
un’altra
versione
del
mito,
sedurre
la
madre.
Le
ragazze
riuscirono
a
sfuggire
all’agguato
ma
da
quel
giorno
cominciò
un
lungo
inseguimento
da
parte
dell’infuriato
Orione
fino
a
quando
Zeus,
impietosito,
le
trasformò
in
stelle.
Stessa
sorte
toccò
poi
al
gigante
il
quale
continuò
l’inseguimento
in
cielo.
Secondo
un’altra
leggenda,
tramandataci
da
Apollodoro
(II
secolo
a.C.),
tutte
le
Pleiadi
si
unirono
in
matrimonio
ad
altrettante
divinità
generando
altri
dei
ed
eroi
tranne
Merope
che
invece
sposò
un
mortale,
Sisifo,
generando
Glauco.
La
trasformazione
in
stelle
fu
un
premio
per
la
loro
saggezza.
Per
quanto
riguarda
il
nome
c’è
chi
lo
fa
derivare
da
‘pléin’,
navigare,
poiché
le
Pleiadi
indicavano
dopo
l’inverno
l’inizio
della
stagione
idonea
alla
navigazione;
chi
invece
lo
fa
derivare
da
‘pléion’,
più,
poiché
sono
numerose
e
chi
ancora
da
‘péleiades’,
stormo
di
colombe,
poiché
prima
di
diventare
stelle
Zeus
le
avrebbe
trasformate
in
questi
uccelli
per
potere
sfuggire
più
facilmente
all’inseguimento
di
Orione.
Le
Pleiadi
diventarono
astronomicamente
importanti
intorno
al
2.500
a.C.
poiché
il
loro
sorgere
eliaco
avveniva
in
corrispondenza
dell’equinozio
di
primavera
che,
presso
gli
antichi
popoli
della
Mesopotamia,
rappresentava
l’inizio
dell’anno.
Nel
I
millennio
a.C.
l’apparire
delle
Pleiadi
nei
cieli
primaverili
del
mattino
indicava
agli
antichi
naviganti
l’inizio
della
stagione
idonea
alla
navigazione
mentre
la
loro
scomparsa
nei
cieli
serali
autunnali
segnalava
che
era
giunto
il
momento
di
lasciare
le
navi
nei
porti.
(Testo
tratto
dal
sito
web
di
Marco
Marchetti:
“Le
Pleiadi”)