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Presentazione: 

Bozena Krol Legowska è nata alle pendici dei monti Tatra nella città di Zakopane (PL) il 20 Dicembre 1973. 
Fin dalla sua prima infanzia è cresciuta in mezzo alla natura della catena dei monti Tatra, dove ha imparato a rispettarla e soprattutto ad ammirarla cercando di scorgere in essa i misteri della vita. Tutto questo ha spinto Bozena a frequentare la Scuola Tecnica Dell'Arte dove ha acquisito varie tecniche di pittura. Durante questi anni la sua curiosità e la voglia di apprendere altre tecniche hanno permesso all'artista di assorbire un'antica pratica di pittura su vetro (tipica della sua regione) e di poterla poi riproporre in uno stile moderno. Nel 2001, avendo la fortuna di conoscere e di essere stata a contatto con il Maestro Pasquale Napoli e con i componenti della Bottega Molisana, ha iniziato a realizzare le sue prime sculture su pietra. In seguito si è trasferita nel cuore della Maremma Toscana, dove la tranquillità della vita nei piccoli paesi e l'ospitalità della popolazione locale l'hanno fatta sentire subito a suo agio e le hanno dato inoltre la possibilità di utilizzare materiali nuovi per realizzare le sue opere, tra i quali il Travertino di Saturnia, il Tufo di Sovana, la Pietra Dorata di Manciano ed il Marmo di Carrara. 
La sua continua ricerca di forme e linee all'interno dei blocchi di pietra le permettono di realizzare opere uniche, il marmo di Carrara esalta ancor di più i giochi di luce e di ombra sulle sue sculture avvolgendole di un fascino misterioso che induce alla meditazione. Non da meno sono le sue sculture in Travertino, soprattutto nella raffigurazione dei volti; il suo color noce e la sua porosità lo rendono molto valido nella rappresentazione pressoché reale del volto umano, anche perché questa pietra ha una storia molto antica legata alla spiritualità mitologica della civiltà Etrusca vissuta nella zona dove attualmente vive l'artista. Nel 2005 ha presentato per la prima volta le tele con temi astronomici, alcuni di questi dipinti sono stati esposti in una delle mostre organizzate dall'A.M.S.A., Ass.ne Maremmana Studi Astronomici a cui ha aderito per approfondire la sua ricerca artistico-culturale nel campo. In seguito ha realizzato altre opere ispirandosi all'astronomia e ha rafforzato il suo interesse verso questa scienza aderendo al Gruppo Astroarte.

NOTE CRITICHE

"Bozena Krol-Legowska frequenta da subito una scuola tecnica per artisti, sebbene è sopratutto l'arte quotidiana del padre che la indirizza verso la scultura. Questi, infatti, è valido scultore del legno nonché grande artigiano restauratore, molto apprezzato dalla comunità di Zakopane e in tutta la Polonia. I primi contatti della giovane scultrice polacca sono la pittura classica e sul vetro. Quindi sono la sua prima forma di espressione artistica. Poi il fortunato incontro con Duccio Mancini e i membri della Bottega Molisana spingono l'artista ai primi approcci con la dura materia... Alabastri e pietra di Lecce fino alle dure pietre dei monti Tatra. E prendono forma dalle femminili e pur forti mani della giovane arabeschi intrecci armonici. Dimostrazione che è l'amore per la materia e lo studio delle tecniche a dare la spinta a quanto giace latente nei profondi meandri della mente bicamerale.".

Giannetto Giannotti 

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Ha scelto Saturnia, sua patria di adozione, per la prima personale italiana, Bozena Krol-Legowska, artista polacca trapiantata in questo angolo suggestivo di Maremma immerso tra ruderi di gloriose civiltà ed effluvi di acque calde.
Nella sua antologia pittorico-scultore, che si esalta nelle forme del "Sacro e Profano", la giovane figlia d'arte di Zakopane rivela tutta la sua forza creativa e la sintesi di studio é ricerca di una multiforme espressività. Le figure umane, velate da un evidente positura malinconica, raccontano la fatica e la sofferenza del vivere, com'è nella sua terra, e hanno molteplici richiami alle correnti storiche e qualche sottile, inconscio, riferimento all'altra polacca, Tamara de Lempicka.
Anche in questa laicità vi è del sacro, che tuttavia viene esaltato in maniera determinate nei vetri, in stile con la tradizione e la Cultura Podhalanska dei Monti Tatra, dai quali la pittrice è orgogliosa di provenire. Vi sono Madonne e putti, angeli e santi che rivelano le profonde esigenze di un innato spiritualismo religioso, prevalente soprattutto nella "Via Crucis" nella quale si esprime tutto il meglio dell'arte di Bozena. Il tema, si sa, è ricorrente e fonte di grande ispirazione Liturgica, lirica, teatro e pittura... la Passione è stata ed è, il racconto più raccontato, più rappresentato da dotti e ignoranti, personaggi famosi e umili cantastorie. Molti artisti contemporanei, anche non credenti, hanno dedicato opere a temi sacri, nel senso di simboli universali dell'esistenza, e hanno l'esigenza di dare voci e forme al dramma del Calvario. Mi vengono in mente quelle di Henri Matisse, che vidi nella Cappella di Vence, di Raoul Ubac alla Fondazione Maeght e le ceramiche di Lucio Fontana.
La Via dolorosa è il mistero di un percorso umano e terreno, raccoglie simboli dell'esistenza, è preghiera, è meditazione sul nostro tempo in cui si consumano stermini, genocidi, guerre che non finiscono mai. Ma è anche frutto del vissuto personale di una inquieta ricerca autobiografica. Come è nel caso della Legowska, che la dipinse in occasione di una grave malattia del padre. I riti della Pasqua, che si ripetono nelle stazioni, escludono qualsiasi riferimento a quelli filmici eccessivamente tragici e di attualità, come la "Passion of the Crist" di Mel Gibson; si rifanno piuttosto alla cultura del divino connazionale Wajda e, con i suoi contorni neri molto marcati e il cromatismo rosso-marrone, s'ispirano all'iconografia gotico-bizantina. E' questo itinerario che, crediamo, dovrebbe continuare a percorrere la giovane, nella linea segnata dal l'espressionismo del maestro francese Roault. In grande risalto la figura del Crocefisso - l'originale è visibile nella parrocchia di Saturnia - dipinto a tinte forti, con una profonda ispirazione meditativa che ne mostra la sublime sofferenza.
Joerge L. Borges, nella lirica "Cristo in Croce", scrive : "Il suo volto non è il volto dei pittori. E' un volto duro, ebreo. Non lo vedo. Ma insisterò a cercarlo... ". Bozena sembra in qualche modo averlo trovato e raffigurato proprio in questa espressione. Il Sacro dunque prevale sul Profano.
Nella rassegna, le pietre scolpite, da quelle di travertino, all'arenaria, all'alabastro, ai levigatissimi marmi policromi, hanno un ruolo fondamentale. Rappresentano un riferimento astratto e un rincorrersi concentrico lineare, di segni sinuosi, come conchiglie o spirali di vento e mettono in mostra l'esteticità pura del suo lessico. Sono tra le espressioni tecniche meglio riuscite dell'espressione, rivelando la plasticità della produzione che va dalle tematiche tradizionale a quelle concettuali contemporanee.
In un tempo in cui i mass-media diffondono simboli ripetitivi per essere facilmente riconoscibili e, quindi, commerciali, vincoli ai quali cedono anche i creativi, l'artista polacca, che si rifà alle fonti classiche del suo paese, e non si lascerà attrarre dalle lusinghe dell'apparir, ma rimarrà una novità importante che potrà attingere e trarre ispirazione anche da questa terra degli Etruschi.

Vittorio Piccini - Toscana Oggi - 16 Maggio 2004

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"La scultura, fin dai primordi, ha trovato la sua collocazione più consona all'aperto, a diretto contatto con l'aria e con la luce. La luce, elemento fondamentale che plasma a sua volta l'opera, mettendone naturalmente in risalto alcuni particolari, ed in penombra altri.
Il cinquecentesco chiostro di San Paolo in Ferrara, ampio e luminoso, ospita questa rassegna di scultura, ponendosi sicuramente come luogo e cornice ideale, prestigiosa per un'iniziativa culturale di questo tipo. Il loggiato, col suo pavimento in mattone antico, ed il cortile centrale, col suo prato d'erba, esaltano la bellezza e la plasticità delle forme, tramite continui rimandi di giochi di luce, di luce filtrata o diretta, di ombre che si allungano al tramonto del sole.
Il Vuoto ed il Pieno sono due concetti che racchiudono altre ipotesi e suggestioni. Nel "fare scultura", essi costituiscono il principio fondamentale attorno al quale ruota il pensiero e la creatività dell'artista. Si tratta di riempire il vuoto e di svuotare il pieno, in un processo dialettico tra due opposti, tra la tesi e l'antitesi dalle quali scaturisce la sintesi, cioè il "prodotto" artistico finito; chiaro esempio di tale operazione ci è dato dalle opere in marmo di Krol- Legowska Bozena, che si snodano in un continuo rincorrersi vuoto-pieno. Ma nelle forme plastiche qui esposte, talvolta incontriamo il concetto "dell'incerto", della precarietà dell'esistenza posta in bilico tra presenza ed assenza, tra il movimento e la stasi, tra decisione e contraddizione. Comunque gli scultori, ciascuno con la propria sensibilità e con la propria formazione, risolvono il dualismo pieno-vuoto in una unicità a sé stante, perfettamente conchiusa in se stessa".

Piera Paola Piazza

 MOSTRE 

14.IV.1992 " ART-BUS 2" ,Art-Bus Gallery, Zakopane (PL) (esp. personale)
IX.2002 "LA PIETRA LAVORATA", Comune di Castel San Niccolò (Ar), (esp. collettiva)
14.III.2003 "Kieby moje roncki…", Galleria della Politecnica di Cracovia,(PL) (esp. personale)
13.VI.2003 "Impresje Szpulek",Galleria della Politecnica di Cracovia,(PL) (esp. collettiva)
24.VI.2003 "Malowanki na szkle",Centro Culturale di Zakopane,(PL) (es. personale)
VII.2003 "Poronianskie Lato", Poronin,(PL),(esp.personale)
VIII.2003 "Sabalowe Bajanie", Centro Culturale di Bukowina Tatrzanska,(PL) (esp. collettiva)
VIII.2003 "Tatrzanskie Wici", Harenda (PL) (esp. collettiva)
VIII.IX.2003 "LA PIETRA LAVORATA", Comune di Castel San Niccolò (Ar) (esp. collettiva)
14.X.2003 "Picnic a Londra" , Hyde Park (UK), (esp. collettiva)
10-18.IV.2004 "Sacro e Profano", Saturnia (GR), (esp. personale)
VII.2004 "Arte tra i vicoli", Manciano (GR), (esp. collettiva)
26.XII - 08.01.05 "Donne e Madonne", Saturnia (GR), (esp. personale)
21.IV-02.V.2005 "La Luce e La Forma", Chiostro di San Paolo (FE), (esp. collettiva)
03 - 05.VI.05 "Astronomia e Arte",Grosseto (esp. personale)
03 - 13.VII.05 "Un Mondo di Donne", Manciano (GR), (esp. personale)
22 - 26.VII.05 "Poronianskie Lato", Poronin (PL), (esp. collettiva)
22 - 28 VIII.05 "All' Improvviso", Semproniano(GR),(esp. personale)

RICONOSCIMENTI PRINCIPALI

2005 Premio Internazionale d'Arte "SS325", Vernio (Prato), opera presentata "Amour in Red" olio su tela.

2005 Premio Arte 2005 Giorgio Mondadori, Milano, opera presentata "Gli Amanti" scultura su marmo di Carrara.

2005 Concorso internazionale "Premio Celeste", San Gimignano (Siena), opera presentata "Nudo e Paesaggio" olio su vetro.

 

Bozena Krol Legowska vive a Saturnia (GR), 
cap 58050
Loc. Pian di Palma

 

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