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Rigen

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Questo romanzo di Claudio Del Duca si innesta nel genere letterario fantascientifico, ma con timbri e toni particolari.
Lo stile è fluido, agile, accattivante ed è soprattutto filmico, con successioni rapide e spiazzanti di scenari, con proiezioni in avanti e indietro nello spazio e nel tempo, con disinvolti viaggi nell'inconscio e nella realtà esperienziale.
La suspense è costante nella complessa, ma limpida vicenda che Del Duca ci espone, in una vicenda narrativa affidata soprattutto ai dialoghi e all'azione diretta, senza indulgenze per l'elucubrazione mentale.
Un triller dove accade di tutto, ivi comprese terse scene d'amore, e che a tratti sembra divenire un "giallo", un "polizesco" addirittura, pieno di inganni, astuzie e raggiri, ma dove la nota predominante resta una storia di inquietudine kafkiana. 
Solo che qui i misteri si svelano, gli intrighi si sciolgono, i paradossi alla fine vengono risolti e, quindi, razionalmente compresi e accettati.
La fantasia sbrigliatissima e ricca di trovate geniali, si congiunge ad un bagaglio non indifferente di conoscenze scientifiche e psicologiche imperniate in un discorso di natura essenzialmente etico-sociale. "Rigen" può ben inserirsi difatti nel filone "sociologico" della letteratura fantascientifica, ossia in quel filone che, nato negli anni Cinquanta, nell'immediato dopoguerra, si oppose al precedente filone "onirico-evasivo" del genere fantascientifico, sviluppatosi nel periodo bellico, e si rivelò come uno strumento di pungente e smaliziata critica della civiltà tecnologica dei tempi attuali.
La peculiarità di Del Duca sta nel tentativo di riscattare il progresso scientifico-tecnologico, rigenerandolo alla luce di valori etici e morali. Ed è questa caratteristica a distanziare non meno i suoi scritti dai primi romanzi fantascientifici, nati sul finire dell'Ottocento in quel clima di fervore ottimistico per le scienze, alimentato dall'utopia e dalla retorica positivistica (il filone "epico" della fantascienza). 
Essendo una narrazione fondata sulla sorpresa e sulle repentine sostituzioni degli scenari non se ne può descrivere la trama, anche perché la trama non ha un filo lineare nel racconto ma è "ricostruibile" soltanto a lettura ultimata. In estrema sintesi, senza svelare i colpi di scena del romanzo, Rigen è un pianeta situato nella parte opposta della Galassia, dove una nuova civiltà umana ha ripercorso lo sviluppo tecnologico fino al nostro attuale a partire da un forzato oblio sulle origini dell'umanità. In questo libro, a cui ne ha fatto seguire subito un altro, Del Duca parla, ovviamente per metafora, della civiltà in cui noi ora viviamo, presa fra ansie evolutive ultra-tecnologiche e inquietudini di ordine morale. L'intento è quello di far riflettere sui valori morali che sono irrinunciabili in un vero progresso tecnologico, ma che debbano essere conquistati autonomamente per poter essere autentici, mentre restano inefficaci se dogmaticamente imposti e inculcati.

Franco Campegiani

 

 

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