Quest'opera
raffigurante
la
stupenda
nebulosa
ad
emissione
luminosa
che
si
trova
nella spada
di
Orione.
È
la
più
nota
fra
le
"culle
di
stelle",
ossia
fra
le
nebulose
dove
l'attività di
formazione
stellare
è
molto
elevata
ed
è
visibile
nel
cielo
invernale. Ad
occhio
nudo
si
presenta
come
una
debole
opacità
nel
cui
centro
si
trova
il
Trapezio. Nelle
fotografie,
invece,
si
mostra
in
tutto
il
suo
splendente
cromatismo.
Da
una
visione
frontale
appare
bidimensionale,
ma
in
realtà
cela
una
dimensione sconosciuta
che
si
rivela
solo
con
una
diversa
prospettiva
d'osservazione. Proprio
come
è
accaduto
all'evoluzione
delle
conoscenze
sull'astronomia a
partire
dalla
teoria
geocentrica
che
ipotizzava
un
Universo
bidimensionale dipinto
sulla
Sfera
Celeste,
fino
alle
rivelazioni
scientifiche
scaturite dal
principio
di
una
ricerca
oggettiva
che
non
si
accontenta più
delle
interpretazioni
filosofiche
sull'Universo
o
delle
sue strumentalizzazioni
mistiche,
ma
cerca
di
comprenderne la
reale
natura
attraverso
la
ricerca
scientifica
galileiana.