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Protociviltà
1998 - 100x70 - Acrilico su tela

    

Negli ultimi 4 decenni l’uomo si è accanito nella ricerca di un segnale radio proveniente dallo spazio per avere una qualche prova sull’esistenza di altre civiltà. Dal 1960 ad oggi, infatti, si usano radiotelescopi sempre più potenti nei numerosi tentativi di ascolto che si sono susseguiti nella ricerca di eventuali radiazioni cosiddette artificiali, ossia di origine intelligente. Nel 1970 fu avviato ufficialmente il Project Ozma e nel 1974, dall’osservatorio radioastronomico di Arecido, è stato trasmesso un segnale radio verso un ammasso globulare di circa 300.000 stelle (M 13), ma sapendo che questo sarebbe arrivato solo dopo 24.000 anni. Tuttora si susseguono tentativi di ascolto con il progetto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) in connubio con i tentativi ancor più ambiziosi di trasmissione del progetto CETI (Communication With Extra Terrestrial Intelligence). In questi progetti di ricerca si ripongono le speranze dell’umanità di riuscire perlomeno a riconoscere un qualche segno di civiltà extraterrestre. Al di là di ogni considerazione sulla possibilità e sull’opportunità di stabilire un dialogo, sarebbe comunque un successo enorme della scienza che ci aiuterebbe a riesaminare la nostra filosofia basilare nella quale riversiamo la frustrazione del senso di solitudine assoluta che soffriamo nei confronti del Cosmo. Sono comunque tentativi di cui conosciamo le difficoltà di riuscita anche in considerazione del fatto che un nostro segnale potrebbe giungere quando la civiltà cercata non ha ancora sviluppato i mezzi idonei per recepirlo.

 

 

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