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Metamorfosi
1997 - 50x70 - Tecnica mista su tela

    

La mente umana è abituata ad associare qualsiasi visione informe a soggetti familiari. Lo facciamo perché sentiamo la necessità di associare o "interpretare" qualsiasi cosa vediamo in base alle nostre conoscenze.

Il nome della Nebulosa dell'Aquila, come di altre nebulose, deriva dalla sua forma. Questa nebulosa si trova nel Serpente, una costellazione del cielo di giugno, e precisamente nella sua coda perché il Serpente è l'unica costellazione ad essere divisa in due da un'altra: quella dell'Ofiuco, ossia, il portatore di serpenti. Si tratta di una tipica regione di formazione stellare simpaticamente chiamate "culle di stelle" proprio perché in esse si formano nuove generazioni stellari per effetto dei massivi addensamenti di gas nel suo interno. 

Nel centro di questa nebulosa c'è una caratteristica formazione scura assai nota perché richiama la forma delle dita di una mano o le Zampe d'Elefante per gli anglosassoni.
L'opera riproduce la prima "falange" di questa formazione scura dove, anche qui con un po' di fantasia, si può riconoscere una somiglianza con un animale. Il titolo di quest'opera è Metamorfosi, proprio perché si tratta di una metamorfosi mentale dell'immagine originale che l'artista associa a qualcosa di conosciuto

 

 

 

 

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