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Per comprendere le differenze tra le costellazioni e i segni dello zodiaco occorre conoscere il motivo per cui le effemeridi astrologiche non corrispondono mai con quelle astronomiche, ovvero le cause della
Precessione degli equinozi

 

Foto di Angelo Piemontese
Anticamente, particolare attenzione era rivolta alle stelle più prossime ai poli celesti perché, restando quasi immobili nel cielo o descrivendo un cerchio in una notte intorno all’asse di rotazione terrestre, offrono un preciso punto di riferimento per orientarsi in tutte le ore della notte e restano visibili per tutto l’anno.

Attualmente la stella più vicina al Polo Nord Celeste è la Polaris dell’Orsa Minore, ma nella storia dell'uomo non c'è stata solo questa stella ad indicare il Nord. Vediamo perché.

Oltre ai moti di rotazione e rivoluzione, la Terra presenta un complesso fenomeno della variazione di latitudine a causa del rigonfiamento equatoriale terrestre, il cui piano non coincide con il piano dove giace il Sole nell’orbita terrestre se non nei momenti degli Equinozi. L’attrazione gravitazionale del Sole non è per questo diretta verso il cento della Terra e ciò provoca un'oscillazione del nostro pianeta simile a quella di una trottola. Il fenomeno prende il nome di Precessione solare e a questo si aggiunge anche l’influenza gravitazionale della Luna che incide maggiormente per la sua vicinanza alla Terra. 

Enciclopedia delle Scienze - De Agostini
Complessivamente, il fenomeno della Precessione lunisolare provoca un lento spostamento retrogrado dell’asse terrestre che descrive nella Volta Celeste un moto conico che si chiude in poco meno di 26.000 anni, il cui centro corrisponde alla proiezione dell’asse dell’eclittica, cono leggermente ondulato per effetto della Nutazione causata dall’inclinazione dell’orbita lunare di 5 gradi rispetto al piano dell’eclittica e da altri fattori orbitali del sistema Terra-Luna. 

Dal link sottostante si può vedere un'animazione del fenomeno. 

Watch an animation showing the precession of Earth - Image and Animation by Robert Simmon, NASA GSFC

Dalla ricostruzione grafica sottostante si nota invece che tra circa 12.000 anni, Vega sarà molto vicina al Polo Nord, mentre 4.000 anni fa, ovvero quando in Mesopotamia e in Egitto si usava già una forma di scrittura in grado di tramandare il sapere di quel tempo, la Stella Polare era Thuban, della costellazione “Drago” che si trova tra le due Orse.

Questo è il cerchio descritto dall’asse di rotazione terrestre in circa 25920 anni per effetto della Precessione degli Equinozi. Il fenomeno è noto con questo nome perché, anche i momenti degli Equinozi si spostano ogni anno di 50 secondi d'arco verso Ovest, ossia verso la costellazione precedente dello zodiaco. E’ così che nel corso dei millenni, al sorgere del Sole sull’orizzonte negli Equinozi e nei Solstizi sono “scivolate” tutte le costellazioni interessate dall’eclittica, tra cui anche Ofiuco, assumendo ognuna un diverso significato sociale e religioso in relazione alle coincidenze stagionali per i popoli che si susseguirono sin dalle ere più remote. 

Lo spostamento delle costellazioni fu documentato per la prima volta da Ipparco nel 120 a.C. circa e solo nel 1687 si trovò la spiegazione grazie a Isaac Newton. Tuttavia, benché non se ne conoscessero le cause, della Precessione se ne conoscevano sicuramente gli effetti già in tempi assai precedenti a Ipparco. Per i popoli antichi un tale fenomeno poteva spiegarsi solo con una interpretazione divina. 

Secondo alcuni storici, il culto di Mitra, una divinità legata al Sole e dalle origini ancora celate nel mistero, potrebbe essere una testimonianza della mitizzazione legata all’uscita dell’Equinozio di Primavera dalla costellazione del Toro (nel XIX secolo a.C. infatti, l’Equinozio di Primavera è passato dal Toro all’Ariete). 
La testimonianza più antica su Mitra risale al XIV sec. a.C. e già in questo antichissimo documento storico, Mitra è associato a Varuna, una divinità celeste legata alla notte, e in molte rappresentazioni della tauroctonia (uccisione del toro) di epoca romana, la sena comprende anche i simboli del Sole, della Luna, dei sette pianeti, delle costellazioni zodiacali, dei venti e delle stagioni. 

E' così che, per effetto della Precessione, anche il Punto Gamma che segna la posizione del Sole rispetto alle stelle nel giorno dell'Equinozio di Primavera, si sposta lentamente verso Ovest, ovvero verso la costellazione zodiacale precedente. 

Nella tabella sottostante sono riportate le epoche approssimative delle coincidenze del transito del Sole nelle costellazioni ai momenti degli Equinozi e dei Solstizi. 

Tabella A

Costellazione Equinozio di Primavera Solstizio d’Estate Equinozio d’Autunno Solstizio d’Inverno
Ariete 1870 a.C. – 70 a.C.      
Toro 4540 a.C. – 1870 a.C. 1990 d.C. – 4620 d.C.    
Gemelli   20 a.C. - 1990 d.C.    
Cancro   1460 a.C. – 10 a.C.    
Leone   4070 a.C. – 1460 a.C. 2440 d.C. – 4980 d.C.  
Vergine     730 a.C. – 2440 d.C.  
Bilancia     2270 a.C. – 730 a.C.  
Scorpione     2900 a.C. – 2270 a.C.  
Ofiuco     4260 a.C. – 2900 a.C. 2270 d.C. – 3600 d.C.
Sagittario       130 a.C. – 2270 d.C.
Capricorno       2140 a.C. – 130 a.C.
Acquario 2610 d.C. – 4310 d.C.     3960 a.C. – 2140 a.C.
Pesci 70 a.C. – 2610 d.C.      

Tuttavia, occorre precisare che nella tabella si fa riferimento alle attuali configurazioni e agli attuali confini delle costellazioni zodiacali senza tener conto delle numerose modifiche che queste hanno subito nel corso dei millenni. 

Per definizione le costellazioni sono aree designate nella Sfera Celeste con configurazioni di stelle luminose al loro interno. Tolomeo ne elencò 48 nel II secolo d.C. e dal 1600 circa ne sono state aggiunte molte altre. Frammentare il cielo in costellazioni si rivelò gradualmente sempre più utile per riconoscere le stelle nelle loro posizioni, ma fino al 1928 non esistevano definizioni standard. Succedeva così che una costellazione avesse differenti configurazioni e differenti nomi secondo le origini geografiche e culturali. Ciò comportava facili equivoci nel mondo scientifico soprattutto dove la concentrazione stellare era più scarsa. Per risolvere questo problema fu stipulato nel 1928 un accordo internazionale fra astronomi che permise finalmente di mettere ordine a tale confusione: la volta celeste fu quindi suddivisa in 88 aree confinanti lungo linee di ascensione retta e declinazione, 13 delle quali attraversate dall’Eclittica

In circa 2.140 anni, per effetto della Precessione, il Punto Gamma o Primo punto in Ariete si è spostato lungo l’Eclittica di 30° (un intero segno astrologico) e ora si trova nei Pesci. Ciò vale anche per tutte le altre costellazioni dello zodiaco.

In questa tabella sono riportate le date di entrata del Sole nei segni astrologici e di entrata nelle configurazioni moderne delle costellazioni zodiacali che, come noto, non hanno dimensioni uguali tra loro.

Tabella B

Quando il Sole entra nelle costellazioni Anno 2006: Quando il Sole entra nei segni
19 gennaio Capricorno 22 dicembre (inizio dell’Inverno)
16 febbraio Acquario 20 gennaio
12 marzo Pesci 18 febbraio
18 aprile Ariete 20 marzo (inizio della Primavera)
14 maggio Toro 20 aprile
21 giugno Gemelli 21 maggio
20 luglio Cancro 21 giugno (inizio dell’Estate)
10 agosto Leone 22 luglio
16 settembre Vergine 23 agosto
31 ottobre Bilancia 23 settembre (inizio dell’Autunno)
23 novembre Scorpione 23 ottobre
30 novembre Ofiuco -
18 dicembre Sagittario 22 novembre

Occorre inoltre precisare che esistono molteplici e diversi "zodiaci" astrologici. Elenchiamo qui i principali:

- lo zodiaco dei segni siderali 
- lo zodiaco dei segni tropicali 
- lo zodiaco delle epoche culturali di Steiner 

Questi zodiaci sono discordanti tra loro soprattutto per...

- il punto zero dove si inizia a dividere i segni lungo l'eclittica
- la velocità di rotazione del punto zero dovuta alla precessione

Lo zodiaco siderale si divide in 12 segni di 30° ciascuno, ma il termine "siderale" è usato in modo improprio perché i segni non corrispondono mai perfettamente alle posizioni delle omonime costellazioni reali che hanno differenze dell'ordine dei 10 - 18 gradi. 
Sul punto zero ci sono diverse correnti di pensiero e varia di pochi gradi in base alle diverse tradizioni storiche prese in considerazione, tutte riesumate dalle antiche tradizioni babilonesi. 

Anche lo zodiaco tropicale si divide in 12 segni di 30° ciascuno ma, a differenza dei segni dello zodiaco siderale che si avvicina alle posizioni reali delle stelle, questi non hanno alcun legame con le costellazioni astronomiche omonime. Il punto zero è l'equinozio di Primavera, indicato dalla freccia nell'immagine a lato.
La differenza fra il punto zero equinoziale (0 Ariete nello zodiaco tropicale) ed il punto zero dello zodiaco siderale varia di 1 grado ogni 71.6 anni e viene chiamata "Ayanamsa". Questo è lo zodiaco adottato oggi dalla maggior parte degli astrologi occidentali.

Riguardo allo zodiaco delle epoche culturali di Steiner,  si tratta di una divisione della storia in epoche astrologiche in relazione agli spostamenti più recenti dell’Equinozio primaverile nei segni Leone, Cancro, Gemelli, Toro, Ariete e Pesci, ma senza tener conto ne' delle coincidenze dell'equinozio primaverile con le costellazioni reali, ne' delle coincidenze fittizie degli zodiaci "siderale" e "tropicale".  Semplicemente divide le epoche in 2160 anni ciascuna, partendo, per convenzione, dal 747 a.C. (l'anno della tradizionale fondazione di Roma) con l'Ariete e andando avanti e indietro nel tempo con un periodo fisso di 2160 per il transito di ogni segno.  

Parlando di costellazioni, quindi, non si intendono in alcun modo i segni astrologici e viceversa

Qualunque sia la divisione dell'eclittica in segni utilizzata dagli astrologi, nessuno di questi zodiaci corrisponde a quello astronomico perché l'astrologia non tiene mai conto della reale posizioni delle costellazioni nella volta celeste. Per facilitarne la comprensione, lo zodiaco astrologico preso in considerazione nella tabella B è quello che, quotidianamente, viene utilizzato dagli astrologi occidentali per elaborare i loro oroscopi, ossia lo zodiaco tropicale.

L’esistenza di diverse regole adottate dall’astrologia dimostra quanto questa sia una pratica meramente interpretativa e spesso si riscontra una grande discordanza anche tra astrologi che utilizzano lo stesso criterio. 
E’ un po’ come succede utilizzando diverse unità di misura per calcolare una distanza lineare, ma nel caso dell’astrologia si ottengono risultati diversi persino usando lo stesso criterio interpretativo a causa di numerose varianti soggettive: un criterio concepito "funzionale" solo da chi pratica questa pseudoscienza che non ha alcun riscontro scientifico e da chi ancora crede che ci si possa affidare a previsioni spesso lucrose.

a cura di Claudio Del Duca 

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