IMPATTO
Claudio
Del
Duca
-1999
-
30x40
-
Olio
su
cartone
telato
È ormai nota la teoria con la
quale si asserisce che, circa 65 milioni di anni fa, i dinosauri si
estinsero a seguito dell’impatto di un asteroide dal diametro di
diversi chilometri. Il primo e il più importante indizio concreto
che intervenne a sostegno di questa tesi fu la scoperta di Luis
Alvarez e suo figlio Walter, geologo di
Berkeley, i quali
nel 1973 trovarono nella Gola del
Bottaccione, presso Gubbio,
un'abbondanza di iridio (circa 30 volte superiore alla media) in uno
strato argilloso risalente alla fine del Cretaceo e agli inizi del
Terziario, risalente giusto al periodo di estinzione dei dinosauri.
L'iridio è un elemento piuttosto comune nel Sistema Solare ma
rarissimo sulla Terra, quindi, la sua origine extraterrestre fu
subito lampante.
Di quell’impatto catastrofico oggi si hanno
altre conferme. Nel 1992, nonostante le alterazioni degli agenti
atmosferici, s’individuò il gigantesco cratere di Chicxulub (180 km
di diametro) nella Penisola dello Yucatàn come la sua precisa
collocazione geografica.
La
scomparsa
dei
dinosauri,
però,
non
rappresenta
l’unica
estinzione
di
massa
conosciuta
nella
storia
evolutiva
sul
nostro
pianeta.
Lo
studio
dei
reperti
fossili
ci
racconta
almeno
altre
sei
grandi
estinzioni,
delle
quali,
forse
la
più
importante,
una
è
avvenuta
tra
il
Permiano
e
il
Triassico,
ossia
circa
250
milioni
di
anni
fa.
Questa
riguardò
pressoché
il
70%
delle
specie
di
vertebrati
terrestri
e
il
90%
delle
specie
marine. Fra
queste ultime scomparvero più di 15,000 specie di trilobiti.
I
trilobiti devono il loro nome alla tripartizione riconoscibile in
cui era suddiviso il loro corpo in senso longitudinale. Erano
ricoperti da un esoscheletro irto di tubercoli ed erano muniti di
numerose appendici bifide.
Dai numerosissimi ritrovamenti
fossili di questi lontanissimi antenati di crostacei, insetti, ragni
e scorpioni, che vivevano in colonie nei fondali marini, si sa che
dominarono il mondo per un periodo di circa 200 milioni di anni, ma,
sulla causa presunta della loro quasi totale estinzione non
esistevano prove fino alla recente scoperta di una straordinaria
concentrazione di fullereni negli strati sedimentari
risalenti a quel periodo.
I fullereni sono, come la grafite o il
diamante, una particolare forma cristallina di carbonio recentemente
individuata e costituita da molecole contenenti 60 atomi di carbonio
ordinati in una struttura sferica.
Al loro interno possono
restare intrappolati atomi di elio, ma ciò può avvenire solo con le
alte pressioni e temperature tipiche delle stelle più fredde e
ricche di carbonio. Il rapporto isotopico degli atomi di elio al
loro interno ha rivelato una gran quantità di elio 3 (1 neutrone + 2
protoni). Questo gas, anomalo sulla Terra in tali concentrazioni, è
abbondante nello spazio interstellare a causa della sua origine
legata alle fasi terminali dell’evoluzione stellare.
Ancora una
volta, grazie alla dottoressa Luann Becker
dell'Università di Washington, a capo del gruppo di ricerca
finanziato dalla NASA, la geologia ha contribuito a ricostruire la
storia evolutiva della vita terrestre, fornendo la prova mancante a
conferma della tesi sulla causa extraterrestre anche per
l’estinzione dei trilobiti.
La prova è costituita dal gas elio 3
intrappolato nei fullereni che, probabilmente, sono stati raccolti
da una cometa o da un asteroide durante il suo vagare nello spazio e
depositati sulla Terra a seguito dell’impatto.
Per provocare uno
sconvolgimento dell'ecosistema terrestre e un radicale cambiamento
del clima, si calcola che il diametro dell’asteroide o della cometa
doveva essere di circa 10 chilometri. Oggi un tale oggetto in rotta
di collisione con la Terra sarebbe facilmente individuabile, ma
anche se esistono organizzazioni preposte a tal fine, non è detto
che si riuscirebbe ad evitare un’eventuale impatto.
Gli eventi
catastrofici di 65 e 250 milioni di anni fa, hanno provocato la
scomparsa dei dinosauri, dei trilobiti e di moltissime altre specie
allora presenti, ma hanno anche contribuito ai drastici cambiamenti
del percorso evolutivo che favorirono la comparsa dell’essere che
attualmente tenta di studiarne le cause, di vigilare e di elaborare
strategie affinché ciò non si
ripeta.