Osservazioni
astronomiche:
Luna
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Donato
Creti
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1711
Parlando d'importanti conquiste geografiche, vengono in mente i grandi esploratori come Dias, Colombo, Vasco De Gama, Magellano e molti altri che a piccoli passi,, come gli artefici del progresso scientifico, tecnologico e culturale, contribuirono nel cammino dell'umanità. Dal 20 luglio 1969, grazie ai pionieri dell'esplorazione spaziale, il cammino del progresso umano ha allungato il passo ed oggi mira alla conoscenza dell'Universo. Questa è, infatti, la data d'approdo dell'Apollo 11. La storica frase
"un piccolo passo per un uomo, un passo da gigante per l'umanità" di Edwin Aldrin accompagnò la prima impronta lasciata sul suolo lunare e ha dato il via all'era spaziale. Da allora di "passi" l'uomo ne ha fatti moltissimi sia nel campo della ricerca scientifica, sia nell'esplorazione spaziale. L'importanza delle scoperte scientifiche degli ultimi anni e tutte le varie applicazioni delle stesse alla tecnologia di uso comune, nei giorni in cui restiamo indifferenti ai molteplici lanci di satelliti artificiali, possono sminuire l'importanza di quel primo passo sul nostro satellite, ma di tanto in tanto è bene ricordare come si è giunti a conseguire un tale successo perché la conquista della Luna non è stata solo un ampliamento dei confini fisici e della conoscenza umana ad opera di temerari esploratori.
La Luna, a causa della sua vicinanza alla Terra, è stata la prima meta delle esplorazioni spaziali, sia mediante sonde automatiche sia con navicelle munite d'equipaggio. Ad essersi spartiti gli oneri, nonché i meriti di questa conquista, sono state le due superpotenze mondiali che si sono pericolosamente contrapposte nella guerra fredda. Gli USA e l'URSS hanno trovato in questa competizione un confronto non belligerante ma bramoso di prestigio politico, che ha accelerato lo sviluppo della tecnologia spaziale. Già nel 1959, la sonda sovietica Luna 3 aveva fornito le prime immagini della sua faccia nascosta. Il Ranger 7 (1964) fu invece la sonda americana che trasmise le prime immagini del suolo lunare prima d'infrangersi sulla sua superficie. Il primo allunaggio "morbido" è stato invece effettuato dalla sonda russa Luna 9 che nel 1966 fornì immagini del suo suolo scabro, ricoperto di cavità e di rocce sparse. Nello stesso anno, anche il Surveyor 1 inviò immagini riprese direttamente dalla superficie lunare e lo stesso fecero i tre Surveyor nei due anni successivi. Queste ultime navicelle automatiche, che fornirono importanti e attendibili dati sul materiale di superficie, s'inserivano già nel contesto di studio e d'analisi per la preparazione delle future missioni spaziali statunitensi che prevedevano di portare l'uomo sulla Luna prima degli anni settanta. La scelta delle possibili località geografiche più interessanti geologicamente e che permettessero un allunaggio morbido fu effettuata grazie alle cinque sonde Lunar Orbiter che, nel periodo 1966-1967, esplorarono in dettaglio la superficie lunare ottenendo risoluzioni con dettagli dell'ordine del metro. In seguito, tra il luglio 1969 e il dicembre 1972, seguì una serie di sette missioni Apollo che, ad esclusione della sfortunata Apollo 13, portarono con successo l'uomo sulla Luna. Per primo fu il modulo lunare dell'Apollo 11 a raggiungere il 20 luglio 1969 il settore sudoccidentale del Mare della Tranquillità. L'equipaggio era composto da Neil A. Armstrong, Edwin E. Aldrin e Michael Collins, ma quest'ultimo restò a bordo della navicella madre. Al loro ritorno sulla Terra furono disponibili 22 chili di campioni di rocce e suolo lunari. Il 19 novembre dello stesso anno Charles Conrad e Alan L. Bean dell'Apollo 12 allunarono nel Mare delle Tempeste, poi il 5 febbraio 1971 allunò l'Apollo 14 e il 30 luglio fu la volta dell'Apollo 15.
Per quanto riguarda le due missioni seguenti, quest'anno ricorrono i loro trentennali, infatti, il 21 aprile e l'11 dicembre del 1972 allunarono rispettivamente
l'Apollo
16, missione composta dagli astronauti Ken Mattingly, Charlie Duke e John W. Young e l'Apollo 17, composta da Eugene A. Cernan, Ronald B. Evans e Harrison H. Schmitt. In queste ultime due missioni furono usate tre automobili lunari. Nella missione Apollo 17 gli astronauti restarono sulla Luna per tre giorni e spesero 22 ore in passeggiate lunari. In seguito a queste erano previste altre tre missioni ma furono cancellate per mancanza di fondi. Dopo l'Apollo 17, quindi, l'uomo non è più tornato a passeggiare sulla Luna, ma la capsula Apollo è stata usata per altre missioni, tre nelle missioni di lunga durata Skylab e una nella missione congiunta sovietica e americana Apollo-Soyuz. Tutti sanno che le maggiori disponibilità economiche hanno favorito il successo degli sforzi USA in quest'impresa, ma oggi non ha più importanza quale bandiera sia stata piantata sul suolo lunare, l'unica cosa da considerare veramente importante è che a vincere la sfida sia stato l'uomo.