Come noto a molti, Salvador Dalí restò fortemente influenzato dagli sconvolgimenti teorici della fisica ad opera di Einstein. Nell'opera "La persistenza della memoria" il maestro spagnolo ha voluto interpretare le indagini relativistiche sulla dimensione del tempo. La deformazione delle immagini è uno strumento per mettere in dubbio le facoltà razionali, che vedono gli oggetti sempre con una forma definita. L'orologio è lo strumento razionale per eccellenza che permette di misurare il tempo, e di dividerlo in modo da piegarlo alle esigenze pratiche e quotidiane. Deformando l'orologio, trasformandolo in una figura liquida, che sembra sciogliersi e adattarsi alle superfici su cui viene posta, Dalí invita l'osservatore a riconsiderare la dimensione del tempo, della memoria, del sogno e del desiderio, non sottoposta alle regole apparentemente logiche, nella quale il prima e il dopo si mescolano e lo scorrere delle ore e dei giorni accelera e rallenta a seconda della percezione soggettiva. Una interpretazione filosofica che ben si associa con le proprietà metriche dello spazio e del tempo concepite con la relatività di Einstein.
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La persistenza della memoria
1931 - Collezione privata - New York