Donato
Creti
Cremona
1671
-
Bologna
1749.
Allievo
di
L.
Pasinelli,
Donato
Creti
fu
tra
i
più
raffinati
pittori
del
settecento
bolognese.
Oltre
ai
soggetti
religiosi,
trattò
con
severa
eleganza
temi
storici,
mitologici,
allegorici
e
anche
scientifici.
Operò
soprattutto
a
Bologna
(dove
si
conserva
il
meglio
della
sua
produzione),
ma
anche
a
Palermo,
Lucca,
Bergamo
e
(per
il
duca
di
Richmond)
in
Inghilterra.
Osservazioni
astronomiche
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Sole |
Luna |
Mercurio |
Venere |
Marte |
Giove |
Saturno |
Cometa |
Questa serie
dal
titolo
"Osservazioni
Astronomiche" è stata commissionata nel 1711 al pittore Donato Creti dal conte bolognese Luigi
Marsili
per
farne
dono
al
Papa Clemente XI (pontefice dal 1700 al 1721)
allo
scopo
di
convincerlo dell'importanza di un osservatorio
astronomico
per la Santa Chiesa.
In
seguito
a
tale
dono
il
Pontefice
decise
di
contribuire
economicamente
con 2400 scudi
e l'11 gennaio
1712 fu stilato l'atto notarile della donazione
a
favore
del
progetto
che
portò
alla
nascita
dell'Istituto delle Scienze di
Bologna
presso
il palazzo della famiglia
Poggi.
Fu
così
che poco dopo a Bologna venne inaugurato il primo osservatorio astronomico pubblico d'Italia.
Nelle
serie
di
tele
ad
olio
di
piccolo
formato
(cm. 51 x 35 ciascun pannello), attualmente
conservata presso la Pinacoteca
Vaticana,
Donato
Creti
ha
rappresentato,
con
la
collaborazione
dell'incisore
Raimondo
Mancini,
otto
scene
di
paesaggi
(tutti
notturni
tranne
per
il
pannello
in
cui
compare
il
Sole)
dove
ha
raffigurato
gli
strumenti principali della Specola
Marsiliana
per i quali
ebbe precise
istruzioni
dagli
astronomi
tra
cui
Eustachio
Manfredi
(alcuni
anche
ritratti
nelle
tele
in abiti
settecenteschi)
e
tutti
gli
oggetti
del
Sistema
Solare allora
conosciuti
così
come
si
osservavano
con
gli
strumenti
dipinti.
Ovviamente,
i
pianeti
Urano,
Nettuno
e
Plutone
non
potevano
essere
rappresentati
poiché
furono
scoperti
in
seguito.
Tra
gli
oggetti
celesti
raffigurati
compare
anche una
cometa
e, come dimostra il gesto della figura femminile ritratta,
all'inizio
del
XVIII
secolo,
questi
oggetti
conservavano
ancora
un
significato
nefasto.
Le
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